Sala delle Vittorie

La Sala delle Vittorie è stata realizzata nel 1950, utilizzando le cantine dell'Oratorio di Santa Caterina del Paradiso. Situata sotto la sede della Contrada del Drago, si trova in Piazza Matteotti e vi sono conservati i Palii vinti dalla Contrada dal XVIII secolo fino ai giorni nostri; ospita inoltre cimeli legati alla storia della Contrada, come alcune bandiere storiche e gli zucchini utilizzati dai fantini durante la corsa. È un luogo fortemente evocativo, che preserva la memoria e la gioia delle Carriere vinte, momenti imprescindibili nella vita di ogni contradaiolo. Per la sua importanza è inoltre il luogo dove avviene annualmente la Cerimonia dello Spago, atto ufficiale di passaggio alla vita adulta dei giovani della Contrada.

Tra i Drappelloni più recenti si evidenziano i lavori di artisti di fama internazionale, quali Gerard Fromanger - esponente della Figuration Narrative francese -, Domenico Paladino - appartenente alla Transavanguardia italiana - e Silvano Campeggi, noto per la sua intensa attività di cartellonista per i film di Hollywood. Si tratta dei Palii vinti (tutti il 16 agosto) negli anni 1989, 1992 e 2001. Il Drappellone del 1989, fece scalpore per la rappresentazione moderna della Madonna, immaginata come una donna dei nostri tempi intenta a spingere il passeggino con il Bambino, mentre quello del 1992 presenta una splendida lavorazione materiale dovuta al fine ricamo che lo contraddistingue. Il “Cencio” del 2001 reca una tenera e giovane Vergine Maria, resa in un delicato colore blu che ne accentua l’innocenza fanciullesca. Sotto di Lei, in un'aura rosso fuoco, si danno battaglia due cavalli, uno nero l’altro bianco, in cui emerge vittorioso il barbero chiaro, come fu sul Campo il grigio Zodiac che portò la Contrada alla vittoria.

Occupa poi un posto speciale nel cuore dei contradaioli il Drappellone del 2 luglio 2018 dipinto da Emilio Giannelli, Dragaiolo e storico disegnatore per il Corriere della Sera. L’opera esalta lo stile burlesco di Giannelli ed è popolata da una miriade di figure, con le quali l’artista riesce a inscenare un vero e proprio campionario di umanità. La vittoria fu fortemente voluta dalla Contrada, orgogliosa di poter conservare il frutto della mano di uno dei suoi figli più illustri.

Comparsa
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